Una riflessione su Gallerie, Fiere e Sistema dell’Arte – Prima parte

FRANCESCO CORREGGIA
dOCUMENTA (13)- Portal Kunsthalle Fridericianum / Kassel 2012
Documenta 13, Kassel (2012)
BLOG IMM 2
Art Basel, 47esima edizione, Basilea (2016)
BLOG IMM 4
Frieze, Londra (2015)
The Armory Show 2018
Armory Show, New York (2018)

Per una Galleria di Arte Contemporanea resistere sulla scena dell’arte per più di cinque anni è già un risultato notevole, una dimostrazione di continuità e d’impegno, soprattutto quando il gallerista appartiene a quella singolare schiera di giovani che inizia un’impresa, la progetta dal niente, la segue e la fa fiorire. Il mondo dell’Arte è un mondo difficile dove s’incontrano o si scontrano differenti posizioni e non sempre fra artista e gallerista nasce un progetto comune, un’avventura poetica condivisa. Molte volte il gallerista pensa di realizzare mere operazioni commerciali mentre l’artista, quando lo è per davvero, al contrario, guarda al mondo della ricerca e della sperimentazione, avventurandosi in territori sempre più perigliosi, a volte incomprensibili, a cose e ambiti di ricerca che solo lui e altri artisti che lavorano nella medesima situazione sanno interpretare, conoscere, approfondire. Non ci si fida reciprocamente e a volte anche il pubblico, così acclamato, inseguito, bramato, sembra escluso, rimanendo fuori da questa tensione di energie se non da un punto di vista delle operazioni commerciali e di mercato. Bisogna comunque dire che la distanza fra pubblico e collezionista sembra abolita. Orami si può accedere a un opera d’arte contemporanea a prezzi ragionevoli e il pubblico sta diventando sempre più consapevole della posta in gioco. Il grande pubblico delle Fiere dell’arte è sempre più numeroso e disponibile a comprare. Ora la domanda che si fa avanti è un’altra: che cosa l’aspirante collezionista sta comprando? Che cosa si mostra nelle Fiere?

Tutti sappiamo ed è noto, senza entrare nel merito degli aspetti ormai conosciuti della diffusione e circolazione dell’Arte Contemporanea, che muoversi in questo vasto territorio vuol dire fare sistema, creare relazioni tra diversi soggetti dell’arte e non solo tra artista e gallerista. Far sistema vuol dire mettere insieme competenze e ruoli diversi, salvaguardandone le specificità. Ciò che caratterizza oggi la peculiarità e la singolarità dell’arte è proprio la sua tendenza all’internalizzazione, a una prassi di sistemi misti, mediali e anche curatoriali, in maniera e in una logica sempre più aperta e dinamica. Le parti di questo sistema, il quale si presenta come un tutto ben registrato sono: artisti, gallerie pubbliche e private, Istituzioni culturali, Musei di Arte Moderna e Contemporanea, collezionisti, fondazioni, manager, curatori, critici, editori, riviste di settore, alcune Biennali e Fiere internazionali. Senza questo sistema la Galleria rischia di soccombere. Essa vive un momento di crisi. Per rimanere dentro il sistema e farsi in qualche modo riconoscere essa deve accettare di essere presente nelle Fiere dell’arte che ormai in Italia, oltre a quella di Bologna e Milano, sono tante. Il meccanismo delle Fiere spinge sempre di più le Gallerie nella dimensione del mercato e non in quello della ricerca. È proprio questo che le allontana non solo da ciò che finora abbiamo pensato ma anche del vero valore dell’opera d’arte.

 

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